Trattoria

Trattoria

Oraganizzata all’interno di uno storico palazzo della antica via San Rufo (le pietre d’angolo della strada sono probabilmente resti di mura romane, la Trattoria Tito accoglie la clientela in due sale principali,ed una più piccola e defilata (20 pax). La prima ,più grande,e al tempo stesso la principale  è caratterizzata da una ampio camino,molti quadri e stampe d’epoca con una nutrita serie di oggetti ed utensili da cucina e del mondo del vino decisamente d’altri tempi.La seconda , altrettanto accogliente, grarantisce un pizzico di riservatezza in più,impreziosita da lampade di Murano periodo Liberty ed una radio a valvole Magneti Marelli ,funzionante,che marciare verso il 1º secolo di vita.

Insomma tutti  gli ambientidi questo pezzo di storia, arredati con gusto, sono ricchi di testimonianze della lunga storia umana e culinaria della Trattoria, frequentata, in passato come oggi, da artisti e personalità.
Le pareti, ad esempio, ospitano decine di opere grafiche originali, raccolte negli oltre cento anni di attività.

Le sale sono immediatamente attigue alla cucina, cosa che garantisce, celerità e qualità del servizio, e aggiunge una immediata vicinanza tra ristoratore e avventore.

La Storia

La Storia

La storia della nostra Trattoria inizia prima della Trattoria stessa.
La famiglia Brucchietti, infatti dimostra talento nel preparare i pasti già con il padre di Tito, Santuccio, che esercitava, apprezzatissimo, il mestiere di cuoco privato, ingaggiato dalle migliori famiglie di Rieti, che gradivano farsi preparare i pasti in casa anche nelle occasioni più importanti.

Quattro dei suoi cinque figli continuarono la sua arte: Guido, Maria (che fu cuoca del principe Potenziani), Alfredo e Quarto, detto Tito. Questi ultimi due aprirono in società un ristorante in piazza San Rufo chiamato, ovviamente, Centro Italia.

Fu apprezzatissimo luogo di ristorazione, tanto dai reatini quanto dai forestieri, grazie alla superba cucina di Tito e al fatto che i pasti si concludevano sempre con i dolci di Alfredo, vero caposcuola della pasticceria locale.

Erano gli anni ’20, e sebbene mancasse il riscaldamento, il servizio era accorto e premuroso, tanto che sulle ginocchia dei clienti venivano poste coperte, mentre i piedi venivano isolati dal pavimento freddo grazie ad apposite pedane di legno.

Nel 1934, sciolta la società con il fratello, Tito inaugura la sede attuale del suo ristorante, in via San Rufo 5 . Dei cinque figli di Tito, Dario fu l’erede morale ed operativo del ristorante, che, dopo la morte del fondatore (1979), ha rinnovato la propria offerta, ampliandola con invitanti leccornie a base di pesce e cacciagione, senza tuttavia mettere da parte il patrimonio gastronomico tradizionale, e continuando quindi, ad esempio, a preparare a mano le “fettuccine” e le “cicerchiole”.

Il ristorante è rimasto fino al 2005 della famiglia Brucchietti, per poi passare il signor Giovanni Coletti, attuale titolare.
Questi, rispettoso della tradizione, ristoratore, per passione sin da tenera età, nonché Maitre e Sommeiller, prosegue la storia centenaria di questo locale che nel 2007 è stato insignito del titolo di Locale Storico della Regione Lazio.
L’attuale gestione rinnova la tradizione nel segno della passione e della continua ricerca di prodotti di grande qualità, per soddisfare anche i palati più esigenti, sia con i piatti che hanno fatto la storia del locale, sia con portate derivanti dalla variegata cucina regionale italiana.
Su richiesta si possono organizzare ricchi pranzi di pesce (solo fresco!) nuovo fiore all’occhiello del locale.

 

Giovanni Coletti